Via Integra

Fr Mark's progressive Anglo-Catholic take on European Christianity

  • This is my collection of material about the current state of the churches in Europe. I am interested in looking at how they are dealing with the pressing issues of our time: the issues of gay people and women in ministry/ leadership are particularly pressing at the moment, as is the area of declining church attendance.

    I would like to see how Europe's traditional religious institutions are coping with the new Europe currently being forged, in which public opinion and ethical attitudes are becoming inceasingly pan-European, and are evidently presenting a series of strong challenges for the churches.

Italy – the gay issue

Posted by Fr Mark on October 5, 2009

Italy-EmblemDon Baget Bozzo, an Italian Roman Catholic priest who came out as gay at the time of  World Pride in Rome in 2000, and went on to campaign for the Italian State and Roman Catholic Church to accept de facto same-sex partnerships, has died recently.

 

From Notiziegay.it 08.05.09:

http://notiziegayit.blogspot.com/2009/05/morto-don-baget-bozzo-il-prete-politico.html

 

venerdì 8 maggio 2009

Morto don Baget Bozzo, il prete politico che fece comig out

Gay.it, 8 mag 09

Eurodeputato per il Psi di Craxi, anticomunista e consigliere di Berlusconi, nell’anno del World Pride di Roma dichiarò di avere sentimenti omosessuali.

La scorsa notte, all’età di 85 anni, è morto Gianni Baget Bozzo, “religioso con l’hobby della politica” come lo avevano definito alcuni. Hobby che, quando scelse di candidarsi con i socialisti di craxi al Parlamento Europeo, gli costà la sospensione ‘a divinis’ da parte del Vaticano. La Seconda Repubblica lo ha visto transitare, come è successo a molti ex craxiani, del resto, tra le fila di Forza Italia. Di quella formazione scrisse la Carta dei Valori e del suo fondatore e leader incontrastato, Silvio berluscono, è stato consigliere personale fino alla fine.
Personaggio controverso, Baget Bozzo fece coming out dalle pagine del Foglio di Giuliano Ferrara, alla vigilia del World Pride di Roma. “L’ omosessualità può essere un fatto cristiano. E la Chiesa può ammettere questo amore purché sia casto. Anch’io ho provato più volte sentimenti omosessuali” aveva dichiarato nel giugno del 2000 aggiungendo, a proposito delle polemiche scatenate dall’annuncio della parata mondiale nella Capitale proprio nell’anno del Giubileo: “Il Pride è un bene perché ha provocato un conflitto ed ha obbligato Chiesa e omosessuali a confrontarsi e a uscire allo scoperto”. Di se stesso diceva: “Sono vanitoso ed esibizionista, probabilmente una puttana nata. Le parolacce? Sono un atto di libertà”.
Quell’anno, lo ricorderete, la querelle sul World Pride tra politici, organizzatori e Vaticano, durò a lungo e a luglio Baget Bozzo intervistato dal Corriere della Sera a proposito di Chiesa e omosessuali dichiarava: “Il problema è dottrinario, sociale, politico… La Chiesa deve affrontarlo, deve imboccare una strada nuova. Anche perché il diritto civile all’ identità sessuale esiste e non si può negare”. Nella stessa intervista in cui naturalmente non poteva mancare una domanda sul suo recentissimo coming out, il teologo cercò di arginare lo shock delle sue dichiarazioni. “Un attimo. Mi spiego – disse al giornalista -. Io citavo, come esempio storico e religioso, la lettera di sant’Anselmo a un suo monaco dove appariva, diciamo così, una sintonia in chiave erotica. Aggiungevo, e aggiungo, che nell’ amicizia ci possono essere aspetti d’amore: ma non vedo, per i cristiani, quale sia lo scandal. Preciso. Parlo di rapporti casti. L’ erotismo con i miei amici è rimasto sempre teorico”.
L’omosessualità, poi, secondo Baget Bozzo “è una condizione naturale, che comincia dalla nascita. Non c’ è scelta. E se non c’ è scelta non può esserci condanna. Le censure ai preti e alle suore che si occupano del tema appaiono eccessive” e già nel 2000, secondo lui, i tempi erano maturi per seguire l’esempio francese. “Seguiremo la Francia. Dove è già realtà il riconoscimento delle famiglie di fatto, anche omosessuali. Con il consenso, pensate, di una parte del centrodestra. [In Italia] il cammino è più difficile, ma la strada è obbligata”.
E con il passare del tempo e la vicinanza sempre più stretta con il centrodestra, le sue idee non erano cambiate e quando, nel 2005, Bondi parlava di Pacs anche in Italia, Baget Bozzo dichiarò al Corriere della Sera: “Ritengo che il problema esista anche per le unioni gay, nonostante in questo caso la soluzione mi sembra meno matura. Ma sono rapporti che esistono nella società, non si può far finta di niente. Per questo è giusto parlarne (…) Ma il fenomeno sociale esiste, e devono accettarlo anche i cattolici”.

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